Il metodo
Dal pitch al dossier finanziabile
Quattro movimenti, sempre nello stesso ordine: l'assetto, i numeri, l'impatto, il dossier. Ciascuno prepara il successivo, e nessuno si salta.
Primo. L'assetto
Impresa sociale, startup innovativa a vocazione sociale e società benefit non sono tre nomi della stessa cosa: sono tre discipline diverse — il decreto legislativo 112/2017, l'articolo 25, comma 4, del decreto-legge 179/2012, la legge 208/2015 ai commi 376–384 — con vincoli diversi su utili, governance e rendicontazione. La scelta condiziona per anni il capitale che si può raccogliere, la fiscalità che si sconta e il controllo che si mantiene: è la prima decisione economica della startup, molto prima di essere una pratica notarile. E si prende per differenze, sul progetto concreto, non per definizioni.
Secondo. I numeri
Il costo che le startup sottostimano quasi sempre non è il prodotto: è il tempo. Il piano economico-finanziario serve a dire quanti mesi di cassa comprano le risorse che si stanno chiedendo, che cosa succede se i ricavi arrivano dopo, chi paga il lavoro che oggi nessuno si paga. Un piano che sta in piedi non è un piano ottimista: è un piano che un istruttore può rifare al contrario senza trovarci dentro un salto di fede.
Terzo. L'impatto
Qui il documento di descrizione dell'impatto sociale — quello che le startup innovative a vocazione sociale conoscono come adempimento previsto dalla disciplina attuativa dell'articolo 25 del decreto-legge 179/2012 — smette di essere un adempimento e diventa il capitolo che il valutatore legge per primo. Dire l'impatto in forma misurabile — quali cambiamenti, per chi, rilevati come — è ciò che distingue una dichiarazione d'intenti da una leva negoziale: chi finanzia l'innovazione sociale chiede sempre più spesso impatto misurabile e sostenibilità economica insieme, e chi arriva con gli indicatori già scelti tratta da un'altra posizione.
Quarto. Il dossier
L'ultimo movimento è di composizione: piano, impatto, governance e prove nello stesso fascicolo, nel formato che il bando chiede — non in quello che piace a noi. Il dossier finanziabile non aggiunge contenuti nuovi: mette in fila quelli veri, con le fonti, nella lingua di chi istruisce la pratica.
C'è una metafora che uso da anni: la performance del giorno di gara è fatta di settimane di preparazione invisibile. Il metodo è la preparazione; il giorno di gara — il bando, il colloquio con la fondazione, il tavolo con il finanziatore — resta vostro.
Il metodo prepara il dossier, non garantisce la delibera. È una cautela deontologica prima che commerciale — ed è anche il motivo per cui i dossier preparati così si difendono da soli.
Il primo movimento si compra da solo: una sessione di triage di novanta minuti, a forfait, per scegliere la forma giuridica con le ragioni scritte.